Il tempo passa e sai che è un’invenzione. Le occasioni in cui accorgersi che sia un’impressione -comune quanto basta per sembrare vera- sono poche, ma quelle poche bastano ad incidere sulla tua psiche consumata e già rugosa. Come quando ti scopri a guardare il culo di un ventenne per un buon paio di minuti, ma al terzo ti chiedi che cazzo stai facendo, ti dai dell’idiota lasciva e provi a spremere il tuo apparato emotivo per ricavarne un surrogato di bugiarda vergogna. Ormai hai una certa età e in questa i culi giovani non sono poi tanto legali. Così, con non poca forza d’animo, sposti l’attenzione su qualcos’altro, per fortuna ti imbatti nel culo meno giovane di suo padre e, reputandolo interessante al pari di quello del figlio, puoi pure indugiarvi un po’ più di quanto ti fossi permessa in precedenza.

Per quanto ne sai di buoncostume sistemico, questo è uno di quei casi in cui l’illecito sussisterebbe nel caso in cui le parti si invertissero e fosse quel 50enne a radiografarti il culo. Mentre ringrazi l’universo e la sua legge relativa, guardando quel fondoschiena che ha evidentemente deciso di affacciarsi alla terza età con rinnovato orgoglio, ti rincuori e i tuoi solchi naso-genieli immediatamente si distendono sul filo del decontract al principio attivo di speranza che c’hai appena spalmato sopra. Quel culo paterno può essere il motivo per cui valga la pena festeggiare i capodanni anche in questa età. Il tempo passa e, che sia un’invenzione bella o un’impressione amara, va bene così, perché ci saranno sempre culi interessanti, per ogni tempo e ogni stagione.

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