Può succedere che una casa di 14 stanze sembri all’improvviso un po’ troppo spaziosa e bla bla bla. Perché va bene dare sfogo all’anticonvenzione di un concetto di famiglia come oggetto interiore, non ineluttabilmente dato e certificato e altre menate mentali rimate. Ma non si dorme sulle manfrine, quindi ci si mette di buona lena e si cerca davvero un’altra casa, dove un numero inferiore di stanze possa dare l’impressione che niente sia mai successo, che questa sia un’altra storia, che si può ricominciare. Anzi. Cominciare da un punto confuso e inventarsene altri diversi.
D’altronde resto pur sempre una donna e le donne spesso credono di potersi dare un’aria nuova cambiando taglio di capelli.
Essendo fuori discussione che io cambi i miei capelli, aspettando che siano loro a cambiare me, nel frattempo cambio casa, o quantomeno ci provo.
Tra i 700 annunci per pagina del Giornale delle Pulci e dei suoi tanti imitatori, ci sarà pure qualcosa di interessante. La parte più eccitante è iniziare a cercare, quando apri il giornale che sa di petrolio, lo sfogli fermandoti su tutti gli annunci che non riguardano le case, quelli di moto vendesi, stereo vendesi, pc vendesi, cani vendesi, mogli vendesi.
E sembra quasi che tutto questo sia necessario, ti chiedi come hai fatto a vivere fino ad oggi senza una honda di seconda mano, tre cuccioli di setter inglese con pedigree, un mobiletto in stile povero, una giovane donna cordiale e simpatica che cerca un uomo sulla quarantina, affettuoso e pronto ad impegnarsi.
Seppure invitanti, per il momento queste cose non sono poi così necessarie e volo mio malgrado alla pagina delle case, rigorosamente in affitto.
C’è un comodo tetravani con ampi spazi esterni in cui i miei 12 gatti e i miei 3 cani potrebbero vivere liberamente. Solo 800 euro. Mi puzza di truffa, ma non ho molta scelta. Chiamo. Mi risponde una voce così graffiata dal fumo da sembrare lasciva, con cui prendo appuntamento per le 16. La voce corrisponde ad un uomo che mi ricorda vagamente Zanardi di Pazienza, non so se per il naso o per il cappotto. Come immaginato, fuma. Credo Diana Rosse o comunque qualcosa che diventa molle in prossimità del filtro. Da qui una gran puzza di merda bruciata di cui non oso dirgli. La casa si presenta gradevole, luminosa, ben tagliata. Le pareti emanano un leggero tanfo di muffa, sebbene qui mister Zanardi mi rassicura, premurandosi di sottolineare che le condutture sono nuove e non c’è proprio alcun rischio di umidità.
Come dici tu, ma allora non mi spiego quella macchia di muffa che qualcuno ha evidentemente provato a nascondere dietro un mobiletto.
Sono la comparsa di un film sui luoghi comuni.
Adesso sposterò quel tappeto e ci troverò un cumulo di polvere pronta a sollevarsi.
Continuo tuttavia ad annuire senza fiatare. Non voglio dare l’impressione di essere pretenziosa o schizzinosa, altrimenti, avendo chiesto di vedere 800 euro di tetravani, farei la parte della cretina.
Però cristo. Il fatto che sia una donna non significa che non sappia cosa sia l’umidità, da dove venga e cosa faccia. Capire che sia un impostore/profittatore mentale, mi infastidisce e l’odore di muffa si fa sempre più pungente. Poi ricordo che è un agente immobiliare e la sceneggiatura non potrebbe essere più perfetta.
È arrivato il momento degli ampi spazi esterni e purtroppo si è già concluso, perché di spazi esterni in quella casa non ce n’è alcuna traccia.
«Ma l’annuncio si riferiva agli spazi esterni qui intorno. La casa è immersa nel verde. Vede quanto verde?»
Se prima il film era divertente, adesso mi siedo sotto un albero e aspetto anch’io Godot.
Il verde lo vedo, ma è quello del giardino della casa del vicino. E, a meno che non sia così gentile da ospitare i miei 12 gatti e i miei 3 cani, penso che non me ne farò un cazzo.
Tutto il mondo è immerso nel verde. Non per questo vado a scrivere un annuncio di una casa con ampi spazi esterni solo perché la casa sta nel mondo e il mondo è pieno di verde.
«I gatti può sempre darli in affidamento a gente che conosce. Quando si cambia casa si deve sempre rinunciare a qualcosa».

Le perle di saggezza di un agente immobiliare con la faccia come il culo.

«Come vede, la casa è costruita in modo tale da essere confortevolissima, sicurissima e a prova di ladro».
Certo, mio splendido e introvabile ingegno. Con una casa del genere, in caso di furto sarebbero i ladri a chiedermi un risarcimento morale.
«Come mai quella finestra ha il vetro frantumato?»
«Quale finestra?»
«Quella» indico.
«Aaah, quella finestra»
Aspetto una risposta. A lui non sembra urgente, e dà un’ultima boccata alla sigaretta prima di spegnerla sotto i suoi mocassini logori di un marrone scampato agli anni ’30.
«Ma niente. I bambini che abitavano qui l’avranno rotto con una pallonata» e si precipita, continuando a guardare indietro per non perdermi di vista o per provare a distrarmi, a coprire il vetro rotto della finestra con la sua imposta. Ma anche le tapparelle di legno dell’imposta sono sfondate, con un buco della stessa dimensione di quello del vetro sottostante.
Nerboruti questi bambini.

«Allora, che ne pensa?»
Penso che una donna non dovrebbe andarsene in giro a cercare casa da sola perché poi si imbatte in certi stronzi che vogliono far passare la merda per oro. Penso che piuttosto che dare i miei gatti in affidamento, adesso ti prendo con la forza, ché tanto sei vecchio e il fumo ti ha corroso l’anima. Ti imbavaglio, ti lego con il filo spinato, ti trascino nella mia macchina e ti abbandono in autostrada. Poi, se dio ti grazia e le macchine ti schivano, ti cemento. Ti metto dentro un’enorme vasca e ti inondo di calcestruzzo. Mentre ti muro vivo, ti guardo e mi fumo tutte le tue Diana Rosse, che spegnerò su di te quando non sarai diventato altro che un insulso marciapiedi che puzza di nafta e muffa. E su di te affiggerò un cartello.
“Affittasi comodo passaggio pedonale con ampio spazio esterno”.

«Che ne penso? Penso che lei non voglia davvero sapere che ne penso»

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