Sai che la tua massima aspirazione nei prossimi due giorni sarà quella di grattarti sciattamente la pancia. Dato il forte raschiamento alla gola, domattina inizierai anche la tua rivoluzione salutista dimezzando le marlboro quotidiane. Non sarà facile, ma sulla tua gola sembra sia passata una processione di uomini sui trampoli a braccetto con donne sui tacchi a spillo, e forse è il caso di smetterla di aiutare la signora morte a metterti sei piedi sotto in anticipo. Da domani tornerai a respirare correttamente, magari così correttamente da prendere la chitarra appostata da sei mesi in un angolino della stanza (che non hai il coraggio di guardare perché temi che si metta a parlare e rimproverarti) e rimetterti a cantare. Il fiato che risparmierai non fumando, potresti distribuirlo tra vocalizzi ed esercizio fisico. Quindi inizia già da ora a liberare la cyclette da quell’ammasso di vestiti con cui l’hai seppellita in questi ultimi sei anni, così smetterà di servire da appendiabiti e tornerà alla funzione per cui la comprasti felice e propositiva nel 2001. Perfetto. Sotto il cumulo ritrovi pure le tue culottes preferite, quelle con i fiorellini traforati nelle parti giuste che avevi destinato alla munnizza perché ad un certo punto del tuo ingrassamento i fiorellini non hanno combaciato più con le parti giuste. Da domani sarà diverso. Tra qualche giorno sarai così in forma che ti liscerai di fronte lo specchio e ti chiamerà la Kellog’s. Ricapitoliamo. Passerai un week end all’insegna del salutismo e del fancazzismo. Gli articoli per il nuovo numero possono aspettare. Hai tempo fino a martedì. C. e M. non li vedrai, perché di sabato e domenica non si studia, quindi niente lezioni private.
Ultima sigaretta prima di metter in atto il piano salutista? No, dai. Poi va a finire come Zeno.
Mi compiaccio per la tua volontà. Non se ne vedeva l’ombra dalla grande scelta del 2004 di stare con un solo uomo alla volta. Ti festeggi decidendo di struccarti. Se ti strucchi vuol dire che le tue ambizioni salutiste sono al culmine. Non ti struccavi dal 1998, quando ancora non ti truccavi. Brava. Domattina, invece di sembrare un pugile, sarai un fiore.
Buona notte allora.

Buona notte un cazzo.
Non hai perso il vizio di fare i conti senza l’oste. La mattina dopo M. ti chiama alle 8 dico 8 supplicandoti di aiutarlo con l’inglese via telefono. Gli ricordi che tu, anche se non sembra, c’hai una vita che va al di là dei verbi irregolari, lui chiede scusa per averti svegliata di sabato mattina presto ma aggiunge Ti-prego-Cate-più-tardi-c’ho-il-calcetto-e-posso-studiare-solo-adesso. E siccome questo è un mondo in cui il calcetto dei ricchi viene prima del sonno dei poveri e M. è momentaneamente una delle tue maggiori fonti di reddito, decidi di fargli capire come funziona un paradigma anche  quando dovresti essere a letto a sognare uomini meravigliosi che uccidono il tuo capo e ti spalmano l’olio baby johnson addosso. Anzi, dato che sei sveglia corri a scrivere gli articoli che ti mancano, perché va bene che hai tempo fino a martedì, ma se M. ti chiama alle 8 di sabato mattina, vuoi che nei prossimi giorni non capiti qualche altro imprevisto?
Perché ti ricordo che tuo padre s’è fatto le vacanze africane scialacquando i soldi che avrebbe dovuto passarti questo mese, quindi questo mese si fa la spesa col proprio stipendio da giornalista molto in attivo e poco in carriera. Vuol dire che rinuncerai a comprare macrobiotico per seguire la tua ventata salutista di ieri. E poi come ti è venuto in mente di riesumare la cyclette? Nel 2001 avevi 21 anni, una 44  e tanta voglia di vivere.
Ora devi preoccuparti di sopravvivere, perché il vivere è un valore aggiunto che non puoi permetterti. Forse un altro giorno. Perché tanto c’è tempo. E dato che c’è tempo e la giornata è appena iniziata come non avresti voluto, a questo punto fumarti una sigaretta non ti porterà certo alla morte. A quello ci pensa sempre tutt’altro.

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