Alle ore 14 di martedì 16 gennaio c.a., le aspirazioni giornalistiche di janisblu sono morte. Il decesso è stato preceduto da una straziante agonia durata una manciata di giorni, quindi nemmeno tanto lenta. Quanto alle cause, ad oggi restano ufficialmente sconosciute, ma facilmente indovinabili. Il soggetto ha iniziato a rilevare i primi disagi recentemente, in corrispondenza al suo avanzamento di ruolo all’interno della redazione di un giornale. La collaborazione, cominciata con presupposti così pessimi da non fare invidia nemmeno al più immotivato degli stagisti, si è negli ultimi tempi evoluta in modo decisivo ma lacerante e pare abbia svolto un ruolo determinante nella vicenda. La giovine, di fronte le dure ore di lavoro remunerate con criterio incomprensibile, ha chiaramente manifestato i primi segni di sconforto, a cui si è presto aggiunta una profonda delusione causata da alcune dinamiche tipiche del settore del giornalismo che rendono questo mondo non così sfavillante e onesto come lo raccontano dall’interno. La dedizione dell’infelice all’informazione, la sua partecipazione alla divulgazione delle notizie, i suoi innumerevoli sacrifici per fornire più stimoli possibili alla crescita culturale del suo borgo natio, sono stati a lungo andare scoraggiati e scoreggiati, spazzati via dalla da una realtà crudele e incalzante. Il tacito accordo tra la redazione e janisblu includeva inizialmente un tot di responsabilità e l’eventualità che col tempo queste sarebbero state maggiori, da cui una parcella indubbiamente migliore. Tale eventualità è divenuta presto realtà, ma la busta paga della giovine è ingrassata di un grammo. Per di più le sue vivide aspirazioni sono state giorno dopo giorno frustrate dalla scoperta che non sempre la sincera espressione di se stessi è possibile in un contesto in cui il potere della pecunia supera la qualità dell’informazione e l’inevitabile crisi respiratoria subita dai romantici aneliti della giovine ha rappresentato pertanto la conseguenza più coerente a questi presupposti. Il colpo di grazia allo stato comatoso in cui gravavano le aspirazioni giornalistiche di janisblu è stato inferto proprio la mattina di martedì, in cui, profondamente avvilita per le proprie condizioni economiche, stremata e striminzita nei 3.000 caratteri, spazi manco a dirlo inclusi, del suo ultimo articolo, la donna ha fatto l’ultima lacerante scoperta sul giornalismo contemporaneo. Aprendo dei rinomati quotidiani locali alla pagina cultura, ha visto che alcuni suoi presunti colleghi non si erano fatto scrupolo alcuno di copiare gli articoli da lei firmati senza nemmeno camuffare la spregevolezza dell’atto, e grande è stata la sua amarezza.
In quel momento, il collasso

 

 

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