Non si sa più e si conosce sempre meno.
Le troppe possibilità non aiutano e magari non ci fossero.
Solo una alternativa basterebbe per comprendere tutto e scegliere la propria parte. Ma le alternative sono tante e i pareri discendenti.
Quando opzioni numerose livellano i criteri verso il basso, la poesia si piega all’arte e lì muore. Un piede fuori e si sta dentro quel poco spazio soffocante e stretto dai cumuli di corrispondenze che sembrano diverse per una manciata di dettagli e, come se non bastasse a saziarle, portano via pure il tempo che serve per distinguerle. Così la casalinga indugia di fronte i cornflakes stipati, concentrata nel conteggio di quante fibre riuscirà a portarsi a casa a minor prezzo, mentre le fragole nel suo carrello aspettano e marciscono. Ma la questione è importante. Come ormai tutto del resto. Anche lei merita la naturale regolarità del suo organismo. Ma io la naturale regolarità non so proprio cosa sia e mi tengo cara la mia gastrite, che` della regolarità ci si potrebbe pure annoiare. Tra le strette a cui ci si mette, non ci si meravigli di arrivare presto alla frutta, perchè quantomeno oggi è in offerta. Diecimila marche di sigarette. Diecimila modi diversi per uccidersi. Offrono anche quelli e mi raccomando: curate sempre le vostre scelte mettendo il casco.
Riduzione per induzione. 
Diecimila per tutto, ma soprattutto in fretta. La patogenesi delle varianti si consuma la sera. Ci si sbatte tra qui e lì, tra lui e l’altro, che più sono e meglio è. Non sia mai evitare vorticosi tragitti per poi scoprire che ogni giorno se n’è andato a non fare un cazzo. Perchè la folla conforta. Più è folta, più conforta.
Il sapore dell’esclusivo e la tensione nel volerlo. Perdonateli, voi signori, perchè le opzioni erano tante e tutte belle, e si è scelto il meno peggio per non offendere nemmeno quello.
E la scelta, non contenta, ha rubato pure il tempo.

È per questo che oggi piove a dirotto sotto un sole accecante.
Almeno oggi, gli indecisi si rallegrino.

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