Il fervore con cui la gente avanza lancia in resta
e difende a spada tratta 
l’urgenza di cambiare il mondo,
mi commuove e mi dà gioia.
Ma succede anche e di sovente
che la cosa mi trasfiguri il volto
in una maschera grottesca di sconfinante derisione
ai più foriera di punzecchio.
Perché che il mondo abbisogni di una nuova messa in piega,
è certo come il fatto che le fusa le fa il gatto e più di questo.
Se si crede che il disio basti
perché esso di sua sponte decida di cambiarsi,
mi par cosa assaj più incerta di un gatto
che, oltre le fusa, non graffi.
Pertanto, mia dolce puella dalla bionda chioma e la giovin laurea
in immortal attesa di un concorso dopo il quale alimentar la prole,
ti prego:
taci.
Quel grazioso tuo pugnetto sbattuto sovra l’altro
come se quel movimento  producesse del buon pesto,
mal si accosta a quel solfeggio
del tuo devo, voglio, posso.
Ti ricordo che pur per le tue strade vive un mondo
non poi così astratto,
e ce n’è un altro in ogni uomo
degno d’esser ben nutrito.
Se è vero che il perder tempo a chi più sa più spiace,
orsù muovi quel regal deretano
verso lidi più impegnati
ove ai tuoi auspici dar il giusto onor si possa!
Che` dismettere quelle contrite smorfie
e quell’eterno mal pettegolare alle altrui spalle,
potrebbe essere un felice abbrivo
allo indirizzo di un vicino.
Tu che credi che si possa cambiar lo mondo
soltanto quando cade il quarto mese del suo anno,
dischiudi quei pugnetti e aprili sul petto.
Mirati a uno specchio e chiediti pensosa
“Ma io, nel mutar ‘l creato, dopo Aprile, cosa faccio?”.
Che` spesso quel furor tanto cantato
non s’abbina a chi vuol tanto cambiar lo mondo da cercarvi dentro un posto.
Per sé e per nessun altro.*

*Lor signori perdonino la struttura vagamente cantilenante di tutto ciò, ma temevo che una prosa libera non sarebbe stata in grado di attenuare l’espressione della ferocia che pochi giorni fa ho provato nei confronti della persona oggetto di questa mia nenia. Benchè qualcuno, leggendo, abbia pensato che quella giovin fanciulla potessi essere io, trattasi in realtà di una tra le tante che purtroppo si incontrano nella vita e in cui mi sono semplicemente e sfortunatamente imbattuta. Ricordo infatti che io non ho (più) una bionda chioma, nè dispongo (ancora) di una laurea.

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