Stamattina mi sono svegliata con la consapevolezza e il dolore di dover iniziare la dieta. Dato che faceva bel tempo, ho deciso che avrei optato per la dieta a zona. La mia dieta a zona consiste, come la stessa parola suggerisce, nello scegliere una zona di Palermo e andare a mangiare in un posto qualsiasi da quelle parti. Lo svantaggio dello scegliere una dieta a zona a Palermo è che ogni zona di Palermo ha come minimo 5/6 friggitorie.
Sacrifici.
Oggi era la volta della mitica friggitoria "Zu’ Tanu".
Entro.
"Buon giorno".
"Signorina! Buon giorno a lei!" -è la prima volta che metto piede qui dentro, ma nelle friggitorie c’è un tale clima di unta familiarità che anche le persone mai viste prima si salutano come se si conoscessero da una vita. Penso che questo tradisca una calorosa solidarietà di fondo. Come a dire, "inutile nascondersi, già ti conosco: se ti trovi qui, condividi il mio stesso amore per l’adipe. Io so chi sei, io posso capirti. Siamo i reietti, gli incoscienti, i rifiuti di una società macrobiotica che divora Man’s health o Salute e benessere. Noi esclusi ci vogliamo bene. Subito".
"Mi dà un panino per favore?".
"Che ci mettiamo, signorina?".
"Non saprei..".
"Panelle? Cazzilli? N’anticchiedda di meusa cavura cavura maritata?" -un po’ di milza calda calda e condita con ricotta?.
"No, no. Troppo pesante".
"Allora ci mettiamo solo meusa, ricotta salata e limone. Che dice?"
"Mah, guardi. Oggi inizio la dieta”. Dio, che vergogna. “Lei non si deve offendere, ma prendo solo un panino vuoto".
Mi odia.
"Signorina, amunì. Magari n’anticchiedda di caponata. L’ha fatta mia moglie stamattina, fresca fresca".
Fresca fresca la caponata un paio di palle.
"No, davvero. Prendo solo un panino vuoto".
Tiene il panino in una mano e nell’altra la pinza per i condimenti.
"Signorina, taliasse –guardi– quei broccoletti in pastella. Ora ora li ho fritti. Ne assaggiasse uno, signorina".
Ogni broccoletto in pastella pesa sì e no 4 etti.
"Nooo, mezzochilo di broccoletto fritto! Ma lei mi vuole rovinare!".
"Ma quale rovinare e rovinare, signorina? Ma manco la posso fare morire di fame però. Che` poi lei esce di qua e va dicendo che lo Zu’ Tanu le ha fatto mangiare un panino senza niente. Ma che scherza, signorina?".
Mi fa l’occhiolino e io gli sorrido, ma non so fino a che punto stia scherzando.
Si sporge dal bancone verso di me. Accompagnando il tutto con un eloquente gesto di una mano messa a mo’ di coppetta rovesciata che ruota lentamente sul nulla, mi dice "Le faccio una rosetta con polpo, calamari, gamberetti e cozze, che’ la digerisce subito?".
Quando mio padre mi parla lo fa con meno amore.
"No, guardi. Facciamo così. Mi fa un panino con la porchetta, mi ci mette quest’insalatina con tonno, pomodori e cipolla cruda, ci spalma un po’ di maionese e non ne parliamo più".

Questa dieta mi ucciderà, lo sento.

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