• Facciamo finta che una giornata di scirocco e i suoi 28° in pieno novembre siano plausibili.
  • Facciamo finta di non provare fastidio tenendo in mano un tubetto di dentifricio spremuto dall’alto.
  • Facciamo finta di non avere il sonno leggero, che l’insonnia non abbia precise ragioni psicoanalizzabili e facciamo che non è vero che una zanzara questa notte sia stata in grado di svegliarmi pungendomi sulla nocca dell’anulare sinistro.
  • Facciamo finta di non averlo invidiato mentre mi russava placido accanto e di non essere mai ripiombata di fronte un monitor con spirito ineluttabile e l’aria di un vago impegno.
  • Facciamo che avere i capelli bianchi a 24 anni non basti per figurarsi da qui ai 40 come Crudelia Demon, ma sia un dato contraddistintivo o un contributo particolarmente influente nella lotta per un mondo più policromo.
  • Facciamo che la mafia sia una favola per bambini e il posteggiatore del centro storico un sant’ uomo che non ha altra scelta se non quella di fingersi cattivo per spillarmi due euro ogni volta che oso prendermi la libertà di avere culo nel trovare un parcheggio a Palermo.
  • Facciamo finta di non aver voglia di prendere a capocciate chiunque dica "Un euro. Due euri".
  • Facciamo che tutti agiscono perché altrimenti non potrebbero.
  • Facciamo finta di fumare perché, se anche il fumo uccidesse, a me non capiterà mai.
  • Facciamo finta che la gente, quando parlo, mi guardi negli occhi, piuttosto che altrove. E fingiamo anche di non saperlo e che sia casuale ricorrere a piccoli accorgimenti bra da “Ti serve qualcosa? Prego”.
  • Facciamo finta di essere così pieni di costanza e di interessi da trovare il coraggio di portare a termine un impegno quando non è qualcun altro a chiederlo e che sia automatico, facile, ovvio riuscire a finire di scrivere un libro, un giorno.
    E facciamo che quel giorno non sia lontano, perché in fondo tutto è relativo, tempo incluso e chiavi in mano.
  • Facciamo che un’altra possibilità sia fattibile, così come riuscire a dimenticare che un fatto non sia più possibile.
  • Facciamo che Maria de Filippi sia una donna.
  • Già che ci siamo, aggiungiamo un po’ di dado e fingiamo di comunicare perché pensiamo di credere ad ogni puttanata affascinante che partoriamo mentre dentro si deride l’affascinato che se l’è bevuta.  
  • Ah, e siccome voglio la pace nel mondo, facciamo finta che non ci sia.
    Il mondo, ovvio.
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