L’estate sgocciola.
Ha il sapore del cioccolato che si scioglie per il caldo sulle dita e il profumo di una cena all’aperto col cuore gonfio di infantile sorpresa per un’ora tarda ancora chiara –  l’ora in cui la lentezza dei tramonti mielestivi fuga una melanconia tanto spessa da spegnere un intero sguardo,              ieri. 
Meriggi afosi stancano e disidratano corpi appena svestiti dell’umidità di fine autunno, seppure fiduciosi e pazienti di sollievo nell’attesa di una sera fresco-limpida tinta di un rosso che serpeggia e rende vibrante quel pezzo di mare in fondo.
E si, è una fortuna che non ci spetti l’eternità quando ci si scopre a immaginare che la sua risacca ci risucchi e porti via  parole molli e sudate dall’ansia.
Quando guardi nell’abisso poi una parte ti rimane negli occhi”, mi rispose quel giorno saggio.
Ora non è tempo e mi piace perdermi nel setaccio di un’ anguria assaporando la mia stessa lingua che  spalma zucchero rosso sulle labbra.

 

 

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