Mi contatta una persona a cui devo molto nella vita. Rosario, il portiere – l’uomo grazie al quale ogni sera posso dire di avere ancora una macchina perché ogni giorno impedisce al carroattrezzi di portarsela via. Rosario mi dice che nel palazzo abitano due ragazzi, due brave persone, due figli di famiglia, che avrebbero bisogno di fare un po’ di doposcuola. Un po’ di doposcuola. Doposcuola è una di quelle parole che non ho mai trovato promettenti. Come fedifrago, propedeutico, corroborante, postpartum. Doposcuola sa di ragazzino rigorosamente in tuta, con ascelle pezzate e capelli unti, che puzza eternamente di sudore e merendine. In questi giorni non ho molto tempo, ma non ho neanche molti soldi. Quindi mi offro disponibile quantomeno a conoscere i ragazzi e i rispettivi genitori. Così, tanto per farmi un’idea della situazione e trovare motivi validi per non pentirmi subito di una scelta che, conoscendomi, la mia ostinata incapacità a dire di no ha già preso. Tanto per prendermi per il culo, insomma. I motivi validi si distinguono in due categorie: motivi validi morali (opzionali) e motivi validi pecuniari (necessari). In genere sono motivi validi: presenza di soggetto cerebroleso da redimere o cui far quantomeno capire cosa sia un libro facendo in modo che anche mezzora dopo continui a capirlo (questo sarebbe il massimo, ma è merce rara) e presenza di genitori facoltosi assillati da problemi di coscienza, pronti a farsi spillare anche ingenti somme di denaro in cambio della promessa che il figlio smetta di essere il coglione che è. Un giorno. Forse.
In realtà, a parte pochissime eccezioni, tutto quello che finora ho garantito ai genitori disperati che ho incontrato è stato un balsamo alle loro inottemperanze nella forma di un rapido passaggio dal 2 al 7 nella pagella dei loro figli. Dopodiché, tirando un sospiro di sollievo, sono ritornati dal parrucchiere o dall’amante a cuor più leggero e in gran fretta. E per il resto, a parte pochissime eccezioni, i loro figli sono rimasti i coglioni che erano. Per fortuna sono tempi poco esigenti ed essere dei coglioni è secondario, quando va di moda il risultato e quello che si fa, perché quello che si è non si sa o è tale da non meritare di sapersi, meno che mai degno di qualsiasi valore attribuibile. Quello che faccio in fondo è solo offrire a degli straordinari coglioni umani gli strumenti per ottenere risultati e diventare degli ordinari coglioni sociali. Perché tanto, a meno che non condizioni il risultato, a questi figli del T9, delle K e delle sincopi ortografiche, di conoscere Orazio o qualcos’altro non gliene fregherà mai un cazzo. È a questo che penso in ascensore, mentre scendo per andare in portineria a conoscere le amabili mamme e i loro amabili figlioli assetati di conoscenza in forma di voto. La location non sarà certo delle migliori per delle presentazioni da cui potrebbe dipendere l’acquisto del mio iMac, ma almeno è zona franca, non è una casa, non è la mia. Per l’occasione e per contrastare l’asciuttezza di una guardiola, mi inventerò il più inflessibile e diligente personaggio di istitutrice mai esistito, roba che Jane Eire mi farà una rassegnata pippa. Il portiere mi presenta una signora con una faccia esausta e tiratissima, non si capisce se si sia appena alzata dal letto o stia per andarci. Un donnino pienotto sotto l’abbigliamento ricercato, ma dal volto secco, senza trucco e rugoso, con un’espressione di stanchezza irremovibile. Di sicuro ha meno anni di quanti ne dimostra e meno tempo a disposizione di quanto ne vorrebbe. Dopo le presentazioni, inizia infatti a parlare in modo piatto senza tradire alcuna esitazione, lanciandosi in un discorsetto indubbiamente preconfezionato forse con lo scopo di ottimizzare i suoi tempi evidentemente già corti. Perfetta come giornalista del notiziario per non udenti, qui sembra piuttosto una donna imbottita di benzodiazepine. Ancora più del suo aspetto, appena apre bocca vengo colpita dal nome del suo pargolo, qualcosa su cui non intendo passar sopra. Non scrivo mai i nomi reali delle persone di cui parlo, non solo per questioni di anonimato. E non solo perché le prendo per il culo. Considerando che si tratta sempre di cose e persone banali, penso che chiamare cose e persone banali per nome le renda più banali di quanto siano. Invece la sola iniziale al posto di un nome intero, oltre a suggerire un’idea di presunta e brodosa letterarietà anche in un testo che di letterario non vuole avere nulla, rimanda ad un occultamento, una necessità di rivelazione parziale, e magari ad un’impressione di contatto apparente con la realtà. Insomma: non scrivo nomi perché non si sa mai e perché fa figo non scriverli. Qui no. Qui il nome del figlio della signora lo voglio scrivere. Perché il figlio di questa signora si chiama Ugo e Ugo è come doposcuola, fedifrago, propedeutico, corroborante e postpartum. Una di quelle parole che non ho mai trovato promettenti. Abbiamo già trovato una falla nel sistema, quindi, e si chiama Ugo. Ascoltando parlare mater Ughi, il nome di suo figlio non è la sola cosa che può far paura. C’è ancora quella sua voce atona ma sicura di chi sembra stia leggendo e che tu ci sia o meno non frega niente a nessuno; quello strano e inquietante modo di pronunciare le frasi mettendo alla fine un punto e un a capo e soprattutto quel ricorrere del nome del figlio all’inizio di ogni periodo. Freud, qui c’è roba. Se la sua è una tecnica per farmi stare zitta e accorciare i tempi, è perfettamente riuscita: non dico una parola, non ne ho il tempo, e interrompere la sua litania mi sembrerebbe rischioso come far svegliare di soprassalto un sonnambulo fonofobico. Così non faccio altro che annuire e restare a guardare lei che neppure sembra vedermi, e parla parla parla. Di Ugo Ugo Ugo. La discussione dura cinque estenuanti minuti in cui la mia tolleranza non è mai stata così alta e va avanti più o meno così.
Ugo è una brava persona -non ne avevamo dubbi- e non lo dico perché sono sua madre -certo che no.
Ugo è intelligente, sveglio e fa molto sport -vuoi che gli dia ripetizioni o che me lo sposi?
Ugo ha solo un piccolo problema -la butto lì: essere tuo figlio?
Ugo non ha voglia di studiare -ma va? E scommetto che nella valutazione della sua intelligenza questo è un dettaglio insignificante.
Ugo per il resto è un bambino splendido.
Bambino? -è la prima cosa che le dico dopo il mio nome.
Ugo, d’altronde, non è stato mai abituato bene a studiare e forse…
Scusi. Aspetti. Ha detto bambino? Mi guarda come se si fosse accorta di me solo ora e chiedendosi che ci faccia lì.
Sì, bambino.
Ma bambino nel senso che è il suo bambino?
No, bambino nel senso che è un bambino. Ha solo dodici anni -dodici anni ed è un bambino? Mia cara signora, io a dodici anni sapevo già cosa fosse un bacio con la lingua e La metamorfosi di Kafka.
Capisco -dico- quindi fa le medie?
Certo, Ugo fa la terza media.
Terza media. Il peggio del peggio. Uno che in terza media ha bisogno di avere ripetizioni, non deve più chiamarsi Ugo per non essere promettente.
Oh, quant’è tardi! -cambia tono bruscamente, o forse ne acquisisce uno per la prima volta- Ugo starà già finendo le sue tre ore di calcetto! Devo proprio andare, Ugo mi aspetta.
La mammante di Ugo fa per salutarmi, ma per sua sfortuna ci raggiunge la mamma del secondo ragazzo cui dovrei dare ripetizioni e che, tanto per confermare la proverbiale varietà di questo splendido mondo, è l’esatto contrario della prima -ma la cosa non si rivelerà un bene. Truccatissima, pantaloni neri in lattice aderenti dentro stivali tacco 12, silhouette da frequentatrice di cardiopump e, soprattutto, ciuffo tirato su con lacca e visibilmente soffice come il cemento. Nemmeno il tempo di una stretta di mano e ci sono già tutti i presupposti perché tra me e questa donna si instauri un promettentissimo rapporto in cui lei mi starà indubbiamente sui coglioni. Con lacca, voce roca, latex e certe fauci da pompe magne, quello che mi sta davanti è un concentrato di lezioni di stile per transessuali in erba. Altre presentazioni e altro giro di informazioni vomitate velocemente come aveva già fatto la sua amica. Bla bla entrambe portavano i rispettivi figli da una tizia che, rimasta incinta, ha dovuto rinunciare ad andare avanti con le lezioni e bla bla. Entrambe sanno di cosa parlano bla bla, anche quando l’una parla dell’altra (con sommo sollievo della prima che, passato il testimone, può rimettere la mente a dormire). Dalla descrizione che ne fa, il figlio della lacca risulta praticamente identico al figlio della fattona, solo che questa volta non c’è alcun nome, ma qualcosa di peggio. Quando la lacca in latex si riferisce a suo figlio, lo chiama
Il Bambino
Rabbrividisco dentro. Ma non è nulla in confronto al mio sbigottimento quando finalmente vedo spuntare Il Bambino nel suo metro e ottanta di altezza. Il lato positivo è che in sua presenza smetterà di chiamarlo Il Bambino, penso. Spero. Voglio.
Ah, ecco Il Bambino -muoio di imbarazzo per lui. Voglio un telecomando per cambiare canale- Gioia, ti presento Caterina -lo abbraccia e lo attira a sé- la ragazza che ti farà doposcuola al posto di Mariella -ora le darai un pugno, mi dico mentre gli porgo la mano. La sua stretta è debole fino al fastidio. Non me ne stupisco. Non è carina? -mi sento Hello Kitty- E parla anche molto bene! -virtù eccezionale, pare. Poi la madre molla la presa su suo figlio e, senza tuttavia lasciargli la mano (non si sa mai tagliare il cordone alla nascita sia stata una scelta ginecologicamente affrettata), si sporge verso di me e mi sussurra all’orecchio
I professori mi hanno detto
“Signora, il bambino potrebbe essere il primo della sua classe”, capisci Caterina? È praticamente un genio! Solo che gli scoccia studiare e ha bisogno sempre di qualcuno che gli dia il LA.
Torno a rabbrividire, non so se per la frase in sé o perché questo essere geneticamente scorretto mi si è avvicinato un po’ troppo. Decido comunque di sorriderle annuendo con l’espressione di chi la sa lunga, ma dentro di me penso che a questo qui non basterebbe un’intera scala.
[Qui c'è il seguito di questo post, non è forse una gran botta di culo?!]
Insegnagli il mito di Oreste.. magari capisce qualcosa.
buona fortuna con i due pargoli.. la situazione non mi sembra rosea! ahaha
Ti devo ringraziare di cuore. Leggere il tuo post mi ha fatto ridere la pancia per cinque minuti. Complimenti sinceri sia per la forma che per il contenuto! L'incontro con queste due mamme terrificanti mi è sembrato di viverlo in prima persona.
Adesso vado a leggere il resto del blog pieno di aspettative.
Grazie di nuovo, Giorgio.
scrivi proprio bene
…incredibilmente appassionante la tua storia ,se fossi stato in in quei due “bambini” ci sarebbero stati abbastanza motivi per affrancarmi da madame la fattona e madame la lacca magari rinsavendo improvvisamente per comprendere per la prima volta che cos’è il vero odio …
non so se è più divertente la tua storia o il tuo modo geniale di scrivere…
cmnq sei bravissima
R
mi sono sentita tra le pagine di un romanzo.quella di saper scrivere bene catturando l'attenzione del lettore è una dote, non bastano le conoscenze.complimenti, è proprio bello leggerti :)
Ahahah…Grazie davvero.
A voi.
Non so se hai accettato oppure no, ma sembrano il prototipo di due pargoli un po' rompiglini con due madri alle quali dovrebbero prosciugare il cervello, ammesso che ne abbiano uno (in due).mah! buona fortuna.
Raramente leggo qualcosa di così lungo.Ma questo brano mi ha colpito e mi ha portato alla fine.Solo che l'effetto è un pò diverso da quello fatto ai precedenti commentatori.Io non credo alla perfezione di noi stessi che ci deleghi a ritenere coglioni gli altri nel giro di qualche sguardo e parola. E ancor di più a pensare che a noi non possa passare per la testa che potremmo essere una possibilità di riflessione e (perchè no?) di miglioramento per gli altri.Di solito però sono uno che non capisce niente di quello che leggo, quindiperdona questa mia intrusione.Ciao.
"Di solito però sono uno che non capisce niente di quello che leggo"…e anche di quello che scrivi aggiungerei io…Un po contorta la seconda parte del tuo post: una possibilità di riflessione perchè, e soprattutto per chi!?Ma cosa hai letto? "La perfezione di noi stessi che ci deleghi a ritenere coglioni gli altri nel giro di qualche sguardo e parola"è proprio quello che è venuto fuori dal post. Ma NON da parte della padrona di casa!!Da come scrivi sembri una persona pacata, serena, con tante certezze e punti saldi nella tua vita.Certezze come BenHur a pasqua e Fantaghirò la mattina di natale.SyberianHeart
io certezze?Magari ne avessi.Ma davvero non so quali siano quelle di Ben Hur e di Fantaghirò.La mia pacatezza potrei inventartela come no, ma non mi interessa.La serenità è una cosa che desidero.Ognuno di noi ha punti saldi nella vita (se non li hai mi spiace).Per il resto il mio commento riguarda una sensazione avuta e in un post credo si possano accettare tutte se non sono offensive e non credo che la mia lo sia stata.In ogni caso:Scusa a te e alla padrona di casa.
Appunto….scontato come Ben Hur a pasqua e Fantaghirò a natale….;-)Tu sei anche fin troooppo pacato!Un po di mordente no? Non essere così remissivo! Se sei convinto della tua opinione,difendila e non chiedere scusa(scuse finte tra l'altro) a nessuno, meno che mai a ME, che neanche conosci.Se non apprezzi sarcasmo ironia e irriverenza, Janisland non è posto per te!Mphffff….SyberianHeart
Una cosa però ho molto apprezzato: la tua educazione.SyberianHeart
(Finta, tral'altro).
Un'altro giudizio senza conoscere, nel tono del post.A me che per te sia finta o meno interessa meno dello zero, ma comprendo che a volte ci si voglia fidare solo delle nostre sensazioni.Ti auguro una vita serena.
Ciccio, qui non ci si conosce. Qui si legge. E ti assicuro che, anche conoscendo una persona, non sarebbe certo la conoscenza la condizione sufficiente a formulare giudizi prossimi al vero. E sai perché? Perché il vero non c'è e, se c'è, frega un cazzo a nessuno tranne che a te. Quindi io scrivo, tu leggi, se ce la fai ci pensi, se ti va commenti.Per esempio. Tu mi sei stato sulle palle fin da qui
>Io non credo alla perfezione di noi stessi che ci deleghi a ritenere coglioni gli altri nel giro di qualche sguardo e parola.Hai parlato senza il minimo fondamento addirittura di perfezione, chiaramente alludendo alla mia presunta perfezione nello snobare la gentaglia di cui ho scritto che peraltro, attenzione, io non ho mai definito cogliona. Volendo entrare nella questione – proprio perché sono in pausa pranzo – non si è trattato di ritenere coglioni gli altri nel giro di qualche sguardo e parola, dato che quei poveri altri, vittime della mia presunta – da te – perfezione, non si sono fatti alcun problema nel cercare di prendermi per il culo e trattarmi da figlia della gallina nera. Ma forse non hai letto l'altra parte del post in cui, lacca o meno, tutto era più chiaro.Nel frattempo sei stato tu a giudicare in scioltezza, presumendo roba senza basi, solo a sensazioni. Per di più affibbiandola a me. E tutto questo è cosa assai poco carina, se non follemente paradossale.
Spero solo che si possa continuare a scrivere in libertà, senza timori di apparire presuntuosi o peggio. Uno scrive le sue impressioni su altre persone (o meglio: sui comportamenti di quelle persone in determinate circostanze) ovviamente supponendo che quelle persone non leggano quel che il loro comportamento ha ispirato. Non mi sembra nè scorretto nè antipatico. Forse che solo i mostri sacri della letteratura possono scrivere quel che gli pare? Solo Céline poteva scrivere cose scorrettissime sugli ebrei? Solo Leopardi poteva lamentarsi della grettezza della sua Recanati? Tutti possiamo avere impressioni vivide, che ci spingono al racconto di queste impressioni, racconto vero, veritiero, a prescindere da quel che ne pensano i "benpensanti"
"Benpensanti"? Dove? Qui?SyberianHeart
Mmmmhh…parlavo in generale, traendo spunto dalla discussione innescata da paroleincornice (Che forse ha esordito un pò da benpensante, sì)
è che almeno qui si dovrebbe essere liberi di scrivere ciò che si vuole no?vero o falso che sia uno è libero di imbrattare di lettere questa pagina digitale come più aggrada.chi passa legge o si limita alle prime frasi, commenta o no. punto.non serve nemmeno dare giustificazioni.. nessuno di noi è nella posizione di dover chiedere o pretendere giustificazioni da janisblu.e paroleincornice se è dotato di materia cerebrale dovrebbe condividere questo pensiero.:)
>> è che almeno qui si dovrebbe essere liberi di scrivere ciò che si vuole no?wow, che sfrontatezza
@mainard: ?? ….eh?mmmsfrontatezza: caratteristica di chi è sfrontato.sfrontato: chi si comporta in modo insolente e privo di ritegno.a questo punto forse l'esclamazione corretta sarebbewow! che pensiero utopistico!!
ti do un indizio: prova con la definizione di sarcasmo
ah ecco.senza rancore ma era un pochino fuori luogo il sarcasmo! :)comunque direi che possimo smettere di imbrattare ulteriormente questo luogo con i nostri battibecchi! :)anche perchè un po' ti stimo per il nik che hai utilizzato!!
Certe volte mi manca il forlivese.
proprio l'altro giorno si parlava col buon vecchio cascade dei bei tempi andati e di quanto in effetti ci manchino le infinite diatribe e le diaboliche risse.mia cara janissa, starò forse diventando vecchio e scorbutico ma più mi guardo attorno, più vedo solo debosciati.
ha ha!si forse sono debosciato.ma vedo già troppe infinite diatribe e diaboliche risse tutti i giorni.. e spesso non portano a nulla.anche io sto diventando vecchio.. e non ho più voglia di inutili diatribe e telematiche risse! :)good night and good luck
Anche a te, lonewolf76.E qui sentiti sempre libero di imbrattare quanto vuoi.(Per esempio. Quel mainard lì è imbrattabilissimo).
il mio debosciamento è dovuto allo splendido periodo(in seguito a ritiro di analisi cliniche) che sto passando.Appena risolvo il pacco di problemi ritornerò conun bel paio di guantoni fiammanti anzi, proprio flambè.E non cominciate senza di me!Cheduepalle stasera non fanno proprio nulla in tv.SyberianHeart
"E voi che cazzo avete fatto ultimamente?"Figata JB!!!SH
Questa è la parte in cui cerco di capire chi sei?
Tranquilla[disse il macellaio all'agnellina], non ti farò del male….:-) Scherzo ovviamente!Dicevo prima, siccome la tv stasera(anzi ieri sera) era inguardabile, ho preso la "transyberiana" per un bel viaggio in JanisLand. Mi sei costata un intero vasetto di nutella da 400g con mezza scatola di cornflakes (la nutella non mi piace liscia…). E avrò il bruciore si stomaco per 2 giorni…sob.Ebbene, essendo io un'artista, cercavo semplicemente di associare un volto alla tua particolare personalità. Mera curiosità estetica/associativa.Se sei tu quella su flickr, hai davvero due occhi incantevoli!Mi piacerebbe conoscerti Live.Non sono iscritta su FB però in famiglia mi conoscono come "il segugio". Attenzione comunque a divulgare particolari che potrebbero ricondurre alla tua persona.Ho beccato il tuo blog per puro caso circa 1 anno fa. Figurati che stavo cercando info su relazioni fra donne e preti e mi sono imbattuta sul tuo spassosissimo post del "nano con l'esoftalmo e le ali rattrappite" (altro che magliette Sooka…!).Hai mai pensato di pubblicarne un libro come ha fatto la tipa del blog Pornoromantica?Mo è tardi però a nanna.Ah, comunque, sono una grànfica pure io! E non sai quanto!Notte.SyberianHeart
sei un genio O_O
È quello che dico sempre al mio panellaro di fiducia.
beh, suppongo tu mi stia prendendo per il culo O_O ma io ho trovato il tuo resoconto davvero geniale. i miei più solidi complimenti :-)
ma che bellino qui
OTvorrei averlo soltanto per far giocare il mio gatto! Ma anche no."http://www.youtube.com/watch?v=Q9NP-AeKX40&feature=player_embedded"SyberianCat
Dio lo sa,che quando ti sognorivedo in teme in te
Wow.Mi chiedono: Balotelli resta all'Inter?E a che ci sei.. Il Palermo ci va in Champions?
Ah sei qui!Ma non ti si stava bruciando il latte sul fornello?SyberianHeart
Con grande ritardo, ahimè, leggo questo post.Esilarante.Anche preoccupante oserei aggiungere.
Poveri, dolci bambiniiii.
Bianca.
fiiuu lo letto tutto d'unfiato che faticaccia :) visita il mio blog http://birbaccioni.wordpress.com/
Janis che fai sto' fine settimana?Se vai al mare fatti un bagno pure per me che qua fa schifo.E pensare che ho la "Divina " a quattro passi….se non fosseper il pienone di gentaglia di quesi tempi.Odio la gente "odio l'estate" e "maledetta primavera" pure!Cià.SyberianHeartPS: il sistema antispam mi sta chiedendo di scrivere CEPU. CEPUoireuscì.Ok battuta triste me ne vado!
Naaaaaaaa, ma veramente a dodici anni conoscevi le metamorfosi di Kafka? Complimenti, scrivi molto bene.
Ho riso, e mi sei sembrata una mia amica di splinder che adoro :D, a parte il fatto che mio papà si chiama Ugo -_- non sarà un bel nome lo so…però XD…cmq buona fortuna con questi due!!!!
Sapevo cos'era, ma lo sapevo male. Provai a leggerlo e mi fece schifo. Cinque anni dopo provai a rileggerlo e mi fece schifo -ma in un altro senso.Guapa, i papà di nome Ugo sono i primi di cui si deve diffidare. Non in quanto Ugo, ma in quanto papà.
o.O perchè?! come per definizione? o ne hai conosciuto qualcuno?
e poi è tanto che non scrivi post nuovi come mai?
Esilarante.
ho letto tutto… :-)e, sorridendo, ti salutomario
Geniale… complimenti. Sembra di leggere Pennac!!!
Ora, io non so in base a cosa splinder scelga gli avater da mostrare in homepage, ti giuro è uno dei tanti misteri che da qualche anno riempiono (fastidiosamente) la mia mente e le mie giornate, ma sono contenta di aver cliccato sul verme (è un verme? su una barbie?).Inoltre, i commenti mi hanno ricordato i giorni gloriosi delle mie litigate splinderiane (solo che tu rispondi a chi scassa le palle, io andavo in giro a scassare le palle a chi appariva ai miei occhi troppo idiota per vivere indisturbato).Comunque, spero spero spero che questo luogo non sia abbandonato.
Anche qui si amava andare a scassare le palle a chi appariva troppo idiota per vivere indisturbato. Poi l'illuminazione.Andare a scassare le palle implica un moto dello spirito che chi appare troppo idiota non merita.Però mi manca. Sono vecchia, ormai gioco solo in casa -e spesso neanche se ne accorgono.È una lumaca.
Le lumache, se sono insetti, sono i miei insetti preferiti, se invece sono molluschi sono i miei molluschi preferiti. Inserirei crostacei ma mi sentirei più ignorante d quanto già non faccia adesso.Comunque, io pure ho smesso, ma io ho smesso con tutto e ormai nemmeno più loro vengono a scassare le palle a me (un tempo sì che ero figa e avevo orde di nemici), e anch'io sono vecchia e anche a me mi manca.Riguardo al tuo aneddoto:pensa che certamente uan tizia come te si è trovata a dover dar ripetizioni al pargolo di umberto bossi, sono abbastanza certa che non la pagasse nemmeno più di tanto, e che lui le mettesse pure le mani sul culo, all'occasione. In effetti, io il bambino alto me lo immagin esatamente com il pargolo di umberto bossi.p.s. io se a dodici anni avessi avuto bisogno di ripetizioni i miei mi avrebbero, nell'ordine: presa a calci in culo, rinchiusa in casa per vedere se potevo farcela semplicemente studiando e (una volta appurato che sì, potevo farcela, effettivamente) preso a calci in culo di nuovo per non averci pensato da sola. Ma, ripeto, sono vecchia, erano altri tempi.
Ma come procede poi la fiction con la tua amata vicina di casa?SyberianHeart
Nulla di che.È ancora viva.
Oh. Mi spiace tantissimo. Comunque guarda quì:http://www.iamastuffedanimal.com/…ti dice niente la parolina voodoo?!SyberianHeart
^_^
Una volta ero la tua idiota preferita.
Sì, io comunque sottolinerei che l'ultimo post su questo blog è datato Febbraio. E lo scrivo con la maiuscola nel disperato tentativo di accalappiare le intenzioni della nazista che lo gestisce. Fatti due calcoli.
Ovviamente si capisce che "intenzioni" era un astuto giochetto mentale che rimandava ad "attenzioni". *Sospiro*
ZZZZZZZZZZZZZzzzzzzzzzzzzzzzzZZZZZZZZZZzzzzz…….SyberianHeart
Evalu cara, è passato troppo tempo.Prendi il numerino.
http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7733666&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1
Quella qui sopra è per il Mainardi
Spero che il vecchio sal ricordi presto il suo indirizzo e-mail.
il mio psichiatra dice che l'operazione del ricordo potrebbe non giovarmi. e d'altro canto, chi sarei io per non credergli?lo strumento si chiama arduinome -che deriva da "arduino monome project"- e la parte fondante del progetto, il dispositivo arduino, è stata sviluppata (toh che strano) in italia.ciao evalu cara
Fallo per evalu cara. Saprà dove mettere gli arduini.
janissa, ma di postare non se ne parla?tuo devoto lettorealfonso
mainard mi piace perchè si droga.
Con un'attrice così secondo me iniziano già col piede sbagliato.http://spettacoli.tiscali.it/articoli/musica/10/07/22/janis-joplin-biopic.htmlUn saluto.SyberianHeart
Continuo nella lettura del tuo blog, spero non ti dispiaccia…. e più leggo, più divento assuefatto alle tue storie di "ordinaria follia".
Incredibile…soprattutto per la spassosità ed il tuomodo pungente di narrare…. mi sto sganasciando! :-D
T.
[...] una Janissa alla volta] « Affettata di noia con contorno di strascico al sapore pomeridiano Il Bambino I [...]